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La nostra storia

Chi siamo

La Filarmonica di Sacconago perde le sue origini nel lontano 1875.
La passione per la musica, la voglia di stare insieme e la grande tenacia dei nostri “vecchi” furono le basi da cui nacque questo sodalizio.
Si racconta che inizialmente non esistesse una sede e che i musicanti suonassero dove c’era spazio e, d’inverno, provvedessero personalmente a fornire la legna da ardere per la stufa.
I primi documenti ufficiali risalgono al 1876.
Furono depositati presso la prefettura di Como e la sottoprefettura di Gallarate; tuttavia poco si sa di quegli anni.
Notizie più certe e circostanziate risalgono al 1929 quando fu costituita la “Società Anonima Cooperativa Corpo Musicale S. Cecilia", dando inizio alla costruzione dell’attuale sede.
I “nostri vecchi” ci hanno insegnato a resistere e a lottare civilmente; lo dimostra il fatto che durante e dopo la seconda guerra mondiale, la società rischiò più volte di sciogliersi.
L'opera paziente e tenace del Rag. Angelo Della Vedova, assistito dal maestro Carlo Lamperti, gettò le fondamenta per la crescita del Corpo Musicale come si presenta ai nostri giorni.
Dal Dicembre 2004 ha ripreso lo storico nome di Filarmonica Santa Cecilia di Sacconago (1875) adeguato però alle attuali forme giuridiche di
Cooperativa Onlus.
L’organico attuale conta circa
40 elementi effettivi, e una decina di allievi, in età compresa tra i 6 ed i 75 anni, e questa convivenza pluri-generazionale è una vera ricchezza: l’entusiasmo e la vivacità dei giovani, la ponderazione e la mediazione dell’età piena, la saggezza e l’esperienza di chi ha i capelli bianchi sono il terreno fertile da cui nascono il continuo confronto e la voglia di costruire, insieme, qualcosa di sempre più sfidante ed innovativo.
La Filarmonica è attualmente diretta dal Maestro Francesco Carcello.

Presidente è la signora Pierangela Della Vedova

Ci auguriamo di riuscire e mettere in gioco il nostro impegno per “non mollare mai” neanche nei momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, caratterizzati da tagli e ristrettezze economiche.
Anzi, è proprio in questi momenti che vogliamo puntare tutto sulla scuola e sui giovani con serietà e non rincorrendo vani successi immediati, ma accettando i tempi lunghi, a volte sconfortanti, della formazione, avendo il coraggio di credere nei giovani e di investire sulla qualità.

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